Tecniche agronomiche e popolazioni evolutive

GREAT Agriculture sono per noi un insieme di pratiche agronomiche che generano un agroecosistema stabile nel tempo, sostenibile e che produce reddito, agendo nei territori in modo sistemico e generando quindi benessere e futuro.

GREAT Agriculture è una visione dell’agricoltura come pratica capace di agire sui territori prendendone in considerazione tutti gli aspetti in modo integrato e resiliente: dalla biodiversità alla cura delle relazioni, dalla tutela delle risorse all’economia, per generare benessere per le persone e progettare un futuro collettivo.

Un concetto chiave di questa visione è rappresentato dalla promozione della biodiversità sui campi, garantita attraverso l’adozione della pratiche delle popolazioni evolutive, ovvero la messa a dimora nei campi di una mescolanza di tantissimi tipi diversi della stessa specie. La ricerca sulle popolazioni evolutive ha avuto origine tra il 1920 e il 1930 all’Università di Davis in California e continua ad essere argomento di ricerca scientifica ancora oggi in alcune Università Italiane. Le pubblicazioni sull’argomento dimostrano come le popolazioni evolutive sono più produttive, più resistenti alle malattie e ai cambiamenti dovuti ad agenti esterni rispetto alle varietà uniformi, con un’epoca di maturazione in sintonia con l’ambiente in cui si evolvono e una resa più stabile da un anno all’altro.

Da oltre cinquant’anni si è diffusa la prassi di coltivare secondo il principio dell’uniformità, che a livello scientifico non ha mai avuto basi solide. A maggior ragione oggi, alla luce delle sfide poste dal cambiamento climatico, le popolazioni evolutive rivelano il loro grande potenziale in quanto riescono ad adattarsi a diversi climi proprio perché le piante al loro interno sono diverse le une dalle altre e grazie a questa diversità sono in grado di evolversi nel lungo termine e di adattarsi nel breve. Da questo deriva la loro straordinaria stabilità nella produzione da un anno all’altro, come confermano gli agricoltori che le coltivano.

Questo permette di riportare biodiversità in agricoltura e di non ricorrere a trattamenti chimici per il controllo delle malattie, perché le popolazioni evolutive sono naturalmente più resistenti a patogeni, insetti ed erbe infestanti. Inoltre gli agricoltori che coltivano popolazioni evolutive possono riutilizzare il seme delle popolazioni che si evolvono sul campo perché sono più adattabili alle condizioni esterne rispetto a quelli standard in commercio.

Le popolazioni evolutive di frumento tenero, frumento duro e orzo sono arrivate in Italia dalla Siria nel 2010 grazie al progetto europeo SOLIBAM e all’Associazione Italiana di Agricoltura Biologica. Si è scoperto che il pane fatto con la farina della popolazione evolutiva di frumento tenero costituita con 2000 tipi di frumento poteva essere consumato anche da coloro che avevano intolleranza al glutine.  La stessa metodologia viene usata per altre colture quali pomodori, fagioli rampicanti e nani, ceci, zucchini che stanno avendo un successo inatteso.

Siamo solo agli inizi di una diffusione legale di queste popolazioni, ed il progetto GREAT Life vuole sostenere questa crescita al fine di promuovere una maggior resilienza delle colture ai cambiamenti climatici e una maggiore biodiversità in agricoltura.